Bodø/Glimt 2020: Il gruppo destinato alla leggenda

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Il destino è sempre stato uno degli elementi fondamentali delle saghe vichinghe. Si dice che alcuni guerrieri tramite l’ausilio di veggenti sapessero già di essere destinati a grandi cose, a noi invece sono bastate le prime giornate di questa Eliteserien per capirlo. Mille anni dopo, in circostanze ben diverse, la storia si ripete.

Quella del Bodø/Glimt 2020 non è una saga sanguinaria ma è altrettando devastante. Un’orda che si è abbattuta senza pietà sugli ignari avversari che probabilmente non si aspettavano una tale ferocia. Guerrieri moderni che hanno dato voce a quel Nord-Norge spesso snobbato in ambito calcistico, a quel Nord-Norge costretto per anni a guardare senza avere neanche la possibilità di iscriversi al campionato Nazionale. Il freddo Nord ha sconfitto il ricco Sud, il Glimt ha conquistato la Norvegia.

Conosciamo meglio i protagonisti di questa grande impresa.

Joshua Smits – Nikita Haikin

Non capita spesso che una squadra capace di dominare il campionato dia spazio a due portieri senza una reale necessità ma al Bodø/Glimt è successo anche questo. Smits classe ’92 e Haikin classe ’95 hanno difeso la porta del Glimt come hanno potuto. Questo vuole essere un post celebrativo per cui non ci sarà spazio per le critiche ma diciamo che questa situazione non è considerabile un premio ma piuttosto una conseguenza della poca sicurezza data da Smits. Haikin ha alternato partite di altissimo livello ad errori discutibili ma ha dimostrato di meritare il ruolo da titolare. L’importanza del portiere è capitale in una squadra di successo e la forza di questi estremi difensori ma soprattutto di questa squadra è stata quella di comunicare e ripartire da zero dopo ogni singolo errore. L’olandese ed il russo possono essere comunque fieri del loro lavoro.

Alfons Sampsted

Dopo tanto girovagare nonostante la giovane età, l’Islandese Sampsted ha finalmente trovato casa. Classe ’98, il 2020 del giovane terzino è un autentico capolavoro. Europeo U21 conquistato sul campo da veterano e storico record di selezioni con ben 30 presenze, esordio in Nazionale maggiore e titolo con il Bodø/Glimt. L’unica cosa che manca nella sua annata per il momento è il gol ma poco importa, ha lottato sulla destra, fornito un paio di assist e scritto il suo nome nella storia di questo club.

Marius Høibråten – Brede Moe – Marius Lode

In questo successo c’è tanto di questi tre ragazzi. Høibråten classe ’95, Moe classe ’91 e Lode classe ’93 si sono alternati al centro della difesa formando in alcuni momenti un autentico muro invalicabile. La difesa non è il punto forte di questa squadra, i gol subiti lo testimoniano ma quando il risultato era davvero in bilico, sarà stato per istinto, sarà stato per infinita voglia di vincere, ogni pallone si infrangeva sui loro corpi senza neanche arrivare dalle parti del portiere. Non vedrete mai nessuno di questi tre ragazzi in copertina, non sono i più forti, non sono i più tecnici ma hanno dimostrato di avere un cuore fuori dal comune. Tornando al discorso del destino, Lode in questa stagione, a 27 anni, ha realizzato il primo gol in carriera. Non un gol banale ma un gol da 3 punti, non un gol da 3 punti banale ma questo qui.

Fredrik André Bjørkan

Quella di Bjørkan è una delle storie più belle di questo gruppo. Figlio di Aasmund Bjørkan (ex calciatore, ex allenatore e attuale direttore sportivo del Glimt), è nato e cresciuto a Bodø investendo ogni energia per il club della sua città. Chi pensa al classico caso di nepotismo si sbaglia di grosso. Fredrik, terzino sinistro classe ’98, è nettamente uno dei giocatori più talentuosi della rosa. Presenza fissa in U21, a mio avviso si impadronirà in futuro anche della fascia sinistra della Nazionale maggiore. Forte fisicamente, rapido, con buona propensione offensiva è uno dei grandi protagonisti di questa stagione. Il titolo per lui vale più che per molti altri, il padre devoto da decenni alla causa Glimt, ha costruito pezzo dopo pezzo una squadra capace di fare la storia e Fredrik ne è un fiero componente.

Sondre Fet

Tra i centrocampisti e gli attaccanti titolari, Fet è probabilmente il meno considerato ma il suo apporto è stato molto importante. Dopo la promozione con l’Aalesund, arriva il regalo più bello, la vittoria del campionato con il Glimt. Capace di giocare in qualsiasi ruolo del centrocampo, il classe ’97 non ha mai fatto mancare impegno e determinazione, aggiungendo alle sue buone prestazioni anche 3 gol e 4 assist. Giocatori come Fet che lavorano a testa bassa, danno equilibrio e consentono al tecnico di avere un autentico jolly, servono sempre.

Patrick Berg

Se parli di equilibrio, parli di Patrick Berg. Berg è l’autentico simbolo di questo Bodø/Glimt. In uno dei miei precedenti articoli (clicca qui) vi ho raccontato la storia della sua famiglia, infatti quella dei Berg al Glimt è un’autentica dinastia. Ogni componente di questa famiglia ha scritto grandi pagine della storia del club, praticamente ognuno di loro ha partecipato ai rari trofei vinti dal Glimt. La Coppa Nazionale vinta dal nonno nel 1975 ha un valore inestimabile ma il campionato vinto dal giovane Patrick, rischia di diventare il traguardo più grande di tutti. Classe ’97 è probabilmente poco spettacolare ma un mediano non deve esserlo necessariamente. Con orgoglio e sempre a testa alta, condivide spesso la fascia da Capitano con un altro grande uomo di questo Glimt di cui vi parlerò tra poco. Prima di attaccare la difesa del Glimt devi vedertela con lui. Non so dirvi se sia realmente un top player, quello che so con assoluta certezza è che con la maglia dei Superlaget diventa un inesauribile guerriero. Le ottime prestazioni ed il carisma mostrato,  gli sono valsi, come ai suoi familiari in passato, la convocazione in Nazionale. La dinastia Berg continua a scrivere la storia calcistica del Nord-Norge.

Ulrik Saltnes

L’altro uomo degno di portare la fascia da Capitano è Ulrik Saltnes. Classe ’92, ogni singolo minuto giocato in carriera è stato speso con la maglia del Bodø/Glimt. Autentico motore di questa squadra, è onnipresente e in entrambe le fasi offre un impressionante livello di intensità e qualità. Capace di ricoprire praticamente ogni ruolo se piazzato al centro (poco importa se difensore, mediano, centrocampista o trequartista), tra campionato e coppa ha messo a segno qualcosa come 11 gol e 17 assist in 28 partite. Alcuni di voi lo ricorderanno probabilmente per l’errore all’ultimo minuto nella sfida di San Siro contro il Milan ma quello non è altro che un piccolo incidente, in un percorso praticamente perfetto. Saltnes ha vissuto tutto con questa maglia, le retrocessioni, le promozioni, l’Europa e adesso il titolo. Saltnes vive di Glimt, respira Glimt. Se il Glimt sta battendo ogni record, il merito è anche del suo spirito infaticabile.

Philip Zinckernagel

Con Zinckernagel ho avuto il piacere di parlare (clicca qui) e niente di quello che vi dirò adesso potrà essere più esaustivo di quella intervista ma è giusto spendere qualche parola anche per chi non la leggerà. Danese, classe ’94, dopo alcune buone stagioni in Danimarca, ha trovato la sua dimensione perfetta al Bodø/Glimt. Se nei primi due anni le sue prestazioni sono state di buon livello, in questo 2020 sono state assolutamente clamorose. Con 18 gol e 19 assist in 26 partite, è stato uno degli autentici trascinatori di questa squadra soprattutto nella prima parte di stagione, quando contava davvero. Dalla tecnica indiscutibile, ha dimostrato di poter far male a chiunque con i suoi dribbling e la sua visione di gioco. Genio e sregolatezza in campo, ha fatto innamorare i sostenitori del Glimt ma anche chi dall’esterno ha seguito la cavalcata dei norvegesi. Su questo titolo c’è assolutamente la firma del mago danese.

Jens Petter e Runar Hauge

Il contributo dei fratelli Hauge è stato ben diverso ma la passione che li accomuna è la stessa. Nati a Bodø rispettivamente 21 e 19 anni fa, sin dalla più tenera età indossavano i colori del Bodø/Glimt. Crescendo sono passati dal portarla al campetto vicino casa, a farlo nei centri di allenamento del club, fino ad esordire in prima squadra e scrivere pagine memorabili. Jens Petter ha giocato talmente bene da attirare le attenzioni di un club dalla grandissima storia come il Milan. Dopo averlo punito a San Siro con un gran gol, ha scelto di integrarne i ranghi. Runar buona parte della stagione l’ha trascorsa in prestito al Grorud ma una volta partito il fratello, è tornato per sostituirlo numericamente. Con le sue attuali 5 presenze, seppur con un apporto minimo avrà partecipato alla più grande impresa della storia del club. Le statistiche di Jens Petter le conoscete bene, non ha senso ripeterle, quello che interessava a me era soprattutto farvi capire l’impatto emotivo di questo titolo sugli abitanti di Bodø.

Kasper Junker

Kasper Junker è l’uomo giusto al posto giusto. Non trovo una definizione migliore per il bomber danese autore di 20 gol e 9 assist in 21 partite. Le sue caratteristiche si sposano perfettamente con lo stile di gioco di questo Bodø/Glimt. Il suo arrivo è l’ennesimo capolavoro di papà Bjørkan che ha pescato il centravanti dall’Horsens pagandolo 600 mila euro. Per farvi capire una volta di più dove sta la forza di questa macchina perfetta, Junker aveva totalizzato 19 gol sommando tutte le reti realizzate a partire dal 2016 fino al suo arrivo nel Nord della Norvegia (2020). Il suo gol a San Siro aveva illuso il Glimt, quelli in campionato pesano come macigni. Abile nel tenere palla e dialogare con ali e centrocampisti, il suo cinismo in questa stagione ha permesso alla squadra di fare il definitivo salto di qualità. L’unica nota stonata è rappresentata dagli infortuni che l’hanno tenuto fuori per diverse settimane ma nonostante questo, l’apporto di Junker è stato fondamentale.

Tutti gli altri

Vanno citati anche altri ragazzi che seppur con minor minutaggio o minori capacità tecniche hanno permesso ai titolari di rifiatare, non sfigurando e permettendo a questa squadra di tenere questo ritmo infernale. Mi riferisco a Morten Konradsen, Ola Solbakken, Aleksander Foosnaes, Vegard Moberg, Hugo Vetlesen, Victor Boniface, Sammy Skytte, Sebastian Tounekti, Isak Amundsen, Ole Amund Sveen, Adan Hussain, Ask Tjaerandsen-Skau ed Elias Hagman.

Kjetil Knutsen

Impossibile non citare Kjetil Knutsen. Il tecnico norvegese ha iniziato come assistente nel 2017, ha compreso la mentalità e la filosofia di gioco già impiantata dal solito onnipresente Bjørkan e l’ha portata al livello superiore. Le tre stagioni da allenatore capo sono il suo più grande capolavoro. Una squadra dinamica, aggressiva e compatta come raramente se ne sono viste. Il pressing è altissimo, il controllo è di massimo due tocchi e tutti gli interpreti danno vita ad una sinfonia perfetta. I limiti tecnici li ha annullati con il gioco corale, i giocatori scontenti sono stati ceduti all’istante, privilegiando ragazzi motivati e pronti al sacrificio. Dopo questa stagione le richieste dall’estero non mancheranno (orbita Nazionale?), starà a lui decidere se provare a portare questi ragazzi ai gironi di Champions League o lanciarsi in una nuova sfida. Il contratto scade nel 2022.

Dall’esterno a vincere questo campionato è un club come tutti gli altri, il FK Bodø/Glimt ma voi che avete imparato a conoscerlo davvero, vi siete ormai resi conto che a vincerlo non è solo una squadra o un club ma sono in maniera attiva gli stessi figli di Bodø. Famiglie intere che hanno consacrato la loro vita o comunque la loro carriera a questo club. Questi ragazzi sono figli di una città, di una regione, di un’idea, di un concetto, di una speranza di rivincita. La forza del Bodø/Glimt, ed è per questa ragione che gli riservo cosi tanta attenzione, la fa l’amore dei protagonisti diretti per questo club, per questo progetto. Quello che è appena successo va oltre i semplici aspetti tecnico-tattici, questa è la vittoria delle piccole, la vittoria di chi doveva sempre stare a guardare gli altri trionfare, la vittoria dei sognatori.

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About Alessandro Musumeci

28 anni, con il sogno del giornalismo ed un'infinita passione per i Paesi Nordici, vivo in Francia dal 2015. Ho avuto l'immenso piacere di far parte di Mai dire Mondiali 2018 della Gialappa's Band e per questo devo ringraziare soprattutto chi segue da tempo la pagina facebook legata a questo sito. Collaboro inoltre con un'agenzia calcistica in qualità di scout. Si continua a lavorare come sempre, ci sono ancora centinaia di storie da raccontare !

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