Confederations Cup 1995: Il trionfo dei fratelli Laudrup

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La Confederations Cup non è sicuramente la competizione internazionale più attesa o prestigiosa ma quando la vinci, finisci inevitabilmente per guardarla in modo diverso. Fino al 1997, non era neanche riconosciuta dalla Fifa, infatti le prime due edizioni (1992, 1995) furono aggiunte all’albo d’oro, solo successivamente. In un primo momento infatti veniva chiamata “Coppa Re Fahd”, in onore al sovrano dell’Arabia Saudita, che decise di organizzare il torneo per la prima volta. Nel 2019, la Fifa decise di abolirla.

In cosa consisteva la Confederations Cup?

L’idea alla base di questo torneo era quella di far sfidare le vincenti dei tornei continentali, l’organizzatrice del successivo Mondiale (possiamo considerarlo un torneo di preparazione all’organizzazione stessa del Mondiale) ed i Campioni del Mondo in carica.

Le prime due edizioni, compresa quindi quella vinta dalla Danimarca, avevano un formato diverso. Se a partire dal 1997 si sfidavano otto squadre secondo il sistema sopracitato, nel 1995 solo sei.

Confederations Cup 1995

Come detto in precedenza, le partecipanti all’edizione del 1995 furono sei, divise in due gironi da tre squadre.

  • Danimarca (vincitrice Europeo)
  • Arabia Saudita (organizzatrice)
  • Messico (vincitore Gold Cup)
  • Argentina (vincitrice Copa America)
  • Nigeria (vincitrice Coppa d’Africa)
  • Giappone (vincitore Coppa d’Asia)

La Coppa organizzata dall’Arabia Saudita, si disputava in inverno, nel bel mezzo dei campionati. Michael Laudrup, stella della Danimarca, non si presentò al primo incontro perché impegnato con il suo Real Madrid nel “Clasico” contro il Barcellona. Incontro oltretutto vinto per 5-0, con Laudrup capace di fornire un assist ad Ivan Zamorano nella sua storica tripletta.

Dopo il rifiuto nel 1992, quella del 1995 sarà quindi la prima ed unica edizione della Confederations Cup a cui parteciperanno i Danesi. Rispetto a quella dell’Europeo, la rosa era piuttosto diversa, però era presente un fondamentale elemento di continuità. Alla guida di questo gruppo c’era infatti il mitico Richard Møller Nielsen.

La Danimarca giocò il suo primo incontro, l’8 gennaio contro l’Arabia Saudita. Il match andava in scena due giorni dopo la sfida vinta dal Messico per 2-0 contro i Sauditi. Essendo un girone da sola andata, il peso della differenza reti in caso di arrivo a pari punti, era rilevante. Nonostante l’Arabia Saudita fosse una squadra capace di difendersi ad oltranza, l’obiettivo era quello di vincere con almeno tre gol di scarto.

Saranno una magia di Brian Laudrup (guardate al minuto 3:45 del video) e la provvidenziale rete di Morten Wieghorst a fissare il risultato sul definitivo 2-0, risultato identico a quello del Messico.

Sarà proprio la partita tra Danimarca e Messico a stabilire chi sarà una delle due finaliste del torneo, infatti la vincente del girone accedeva direttamente alla finale. Arbitro dell’incontro il cileno Imperatore Marcone. La partita non poteva che essere storica.

Questo era il primo incontro della competizione che vedeva contemporaneamente in campo i fratelli Laudrup. Gli occhi erano tutti puntati su di loro, ma il protagonista finirà per essere un insospettabile. Complice l’assenza per infortunio del leggendario Peter Schmeichel, Lars Høgh difendeva i pali della Nazionale. Dopo 28 minuti, a causa di uno scontro di gioco, l’estremo difensore lascia il posto a Mogens Krogh, il nostro protagonista. L’eterna riserva di Schmeichel, sembra baciata dalla fortuna. Il Messico impatta a ripetizione su pali e traverse, Krogh nonostante tutto, sembra piuttosto incerto. Impressione confermata dalla folle uscita che regala il vantaggio ai Messicani. Eppure, il giovane portiere troverà il modo per riscattarsi.

Al gol di Luis Garcia risponderà infatti Peter Rasmussen, tenendo cosi in perfetto equilibrio, anche di classifica, le due squadre. La qualificazione si deciderà quindi ai rigori e sarà in quel momento che Krogh diventerà l’uomo della partita, parando l’ultimo e decisivo rigore proprio a Luis Garcia.

Nell’altro girone, la prima classificata e quindi finalista, è l’Argentina di Batistuta.

Nonostante sulla carta fosse un’avversaria molto temibile, non ci sarà storia. L’estro dei fratelli Laudrup sarà impossibile da arginare per gli Argentini.

Una partita mai in discussione, una vittoria netta sia sul piano fisico, che su quello tecnico/tattico. La Danimarca continua cosi il suo periodo d’oro, aggiungendo un altro trofeo alla sua bacheca. Questa vittoria rende ancora più gloriosa la leggenda di Brian Laudrup (già campione dell’Europeo ed eletto qui miglior giocatore del torneo) e regala a Michael, quel trofeo che non aveva potuto sollevare nel 1992.

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About Alessandro Musumeci

28 anni, con il sogno del giornalismo ed un'infinita passione per i Paesi Nordici, vivo in Francia dal 2015. Ho avuto l'immenso piacere di far parte di Mai dire Mondiali 2018 della Gialappa's Band e per questo devo ringraziare soprattutto chi segue da tempo la pagina facebook legata a questo sito. Collaboro inoltre con un'agenzia calcistica in qualità di scout. Si continua a lavorare come sempre, ci sono ancora centinaia di storie da raccontare !

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