Kim Vilfort: L’eroe dal cuore spezzato

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Questa è una storia di successi ma al tempo stesso di enorme sofferenza. Kim Vilfort ha realizzato il sogno di qualsiasi calciatore, vincere un trofeo internazionale difendendo i colori del proprio Paese ma ha anche vissuto una delle più atroci sofferenze che un uomo possa mai vivere. Conosciamo il personaggio, conosciamo la sua storia.

Chi è Kim Vilfort

Centrocampista offensivo, imponente (complici i suoi 190 cm), poteva adattarsi benissimo come centrocampista centrale. Non ha mai riempito le copertine dei giornali. Serio, riservato, devoto alla sua famiglia. Cresciuto nelle giovanili dello Skovlunde, dopo aver esordito con la prima squadra si trasferì al BK Frem. Con il club della capitale giocò per 4 stagioni, prima di tentare un’esperienza all’estero, precisamente al Lille.

Dopo una stagione in Ligue 1, il richiamo della Danimarca fu troppo forte. Vilfort firmò per il Brøndby, club che non lascerà mai.

I due grandi amori calcistici di Vilfort

Quando pensi a Kim Vilfort è inevitabile associarlo a due squadre, la Nazionale Danese ed il Brøndby. Con il club gialloblù sarà un amore intenso, ricco di trofei e soddisfazioni. Vivrà in pieno l’epoca d’oro di questo club, essendo grande protagonista nella vittoria di 7 campionati danesi e 3 coppe di Danimarca in 11 anni.

Alla fine della sua carriera (1998), avrà segnato qualcosa come 110 gol in 470 partite con la maglia del Brøndby, difeso i colori del club da Capitano, sarà designato come giocatore Danese dell’anno nel 1991 ed eletto giocatore del XX secolo del Campionato Danese direttamente dalla DBU (federazione danese).

Attualmente è Academy Manager del club, a dimostrazione del legame fortissimo che lo lega ai gialloblù, club che soprattutto nei momenti più duri, non gli ha mai voltato le spalle, facendolo sentire parte integrante di questa grande famiglia.

Quel meraviglioso e tragico Campionato Europeo

La Danimarca ad Euro ’92, non doveva neanche partecipare. Alla fine delle qualificazioni arrivò seconda, dietro la Jugoslavia, che meritò sul campo di andare a giocare la competizione in Svezia. La situazione politica del paese slavo però era arrivata all’esasperazione. Paese falcidiato dai conflitti interni, guerre ed altri orrori che lo portarono all’interdizione da qualsiasi competizione sportiva. Tutto questo accadde a soli 10 giorni dall’inizio del torneo. Il criticatissimo CT Danese, Richard Møller Nielsen quindi stilò immediatamente la lista dei convocati. Ovviamente Kim Vilfort ne faceva parte.

Quello, per Vilfort era un periodo difficile, non dal punto di vista professionale ma da quello personale. Sua figlia Line infatti, di solo 8 anni, era affetta da una forma piuttosto aggressiva di leucemia. Vilfort accettò la convocazione ma inevitabilmente il pensiero restava fisso su sua figlia. La Danimarca partiva come assoluta sfavorita del torneo, accusata di avere poca qualità e di non essere atleticamente all’altezza, considerata la preparazione insufficiente a causa del brevissimo preavviso. Le prime due partite, non furono entusiasmanti. Un pareggio contro l’Inghilterra ed una sconfitta contro la Svezia.

Svezia 1-0 Danimarca / Tomas Brolin

Alla Danimarca serviva quindi un miracolo per qualificarsi. Vilfort che già tra una partita e l’altra tornava in Danimarca per stare in ospedale con la figlia, decise quindi, viste le gravi condizioni della piccola, di non partecipare al terzo incontro. Ma proprio in quell’incontro, succederà qualcosa di incredibile. La Danimarca riuscirà nell’impresa di battere la Francia di Papin e contemporaneamente sull’altro campo, la Svezia regalerà la semifinale ai cugini battendo l’Inghilterra. L’avventura continua !

Danimarca 2-1 Francia

Vilfort allora deciderà di tornare e lotterà in ogni secondo di quelle due partite, per la sua bambina. La semifinale li mise di fronte alla fortissima Olanda. Nessuno però poteva opporsi tra quella Danimarca ed il suo destino, nemmeno Van Basten, Gullit e Rijkaard.

Fu una vera battaglia, 4 gol, diversi infortunati, grandissima intensità. Servirono i calci di rigore per assegnare la qualificazione alla finale. Vilfort non poteva sbagliare quel rigore. La sua concentrazione e la sua determinazione furono esemplari. Sarà proprio Marco Van Basten a farsi ipnotizzare dal fenomenale Peter Schmeichel, immagine da brividi. La Danimarca è in finale.

Peter Schmeichel ipnotizza Marco Van Basten

Come spesso capita in questi tornei, l’altra finalista è la Germania, ma come vi ho detto, quella Danimarca non poteva perdere, sicuramente non adesso. Quella squadra denigrata prima del torneo, sottovalutata, irrisa, ha un’anima ed una determinazione più forte di ogni sorta di blasone. Uomini, che hanno lottato insieme contro tutto e tutti, uomini accomunati dal desiderio di regalare una gioia ad un intero paese, uomini pronti ad aiutare un loro caro amico a portare una buona notizia alla sua bambina.

Si parte ! Dopo una prima fase abbastanza bloccata, arriva il gol dell’1-0. A realizzarlo sarà un insospettabile, John “Faxe” Jensen, con un’incredibile bordata.

Schmeichel e la difesa, sono impenetrabili, si difende con tutti i mezzi, con tutte le forze residue. Ma i tedeschi sono forti, servirebbe un altro gol per mettere al sicuro il risultato.

Siamo al 78° minuto, arriva dal centrocampo una palla a Vilfort. Il nostro eroe scarta con un solo movimento Brehme ed Helmer, prima di piazzare un pallone talmente preciso, quasi guidato dal destino, che bacia il palo prima di entrare in porta.

Sarà suo il gol della sicurezza. Il gol di Kim Vilfort ha ufficialmente consegnato alla Danimarca il Campionato Europeo.

Il lieto fine di un’avventura sportiva storica, incredibile, indimenticabile ma purtroppo il nostro protagonista, vivrà quello che nessun uomo vorrebbe mai neanche immaginare. Qualche settimana dopo aver visto il padre trionfare e rendere fieri milioni di Danesi, la piccola Line si spense. Questo avvenimento commosse la Danimarca intera, che si strinse attorno a Kim Vilfort, l’eroe dal cuore spezzato.

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About Alessandro Musumeci

28 anni, con il sogno del giornalismo ed un'infinita passione per i Paesi Nordici, vivo in Francia dal 2015. Ho avuto l'immenso piacere di far parte di Mai dire Mondiali 2018 della Gialappa's Band e per questo devo ringraziare soprattutto chi segue da tempo la pagina facebook legata a questo sito. Collaboro inoltre con un'agenzia calcistica in qualità di scout. Si continua a lavorare come sempre, ci sono ancora centinaia di storie da raccontare !

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