La dinastia Guðjohnsen

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Ci sono famiglie che hanno cambiato lo sport, che hanno segnato epoche. Ci sono famiglie il cui solo cognome fa riaffiorare brividi, sensazioni di gioia, in generazioni diverse. Questa  storia non fa eccezione.

Il 30 aprile del 1961 nasce a Reykjavik, Arnór Guðjohnsen. Cresce nella sua Islanda per poi prendere la rotta del Belgio compiuti 17 anni. Capocannoniere del campionato Belga, vince a più riprese il campionato con l’Anderlecht, diventa punto di riferimento in nazionale ma cosa più importante, il 15 settembre 1978 diventa padre di un bimbo chiamato Eiður Smári Guðjohnsen. All’età di 25 anni, quando il piccolo Eiður Smári ne aveva solo 8 anni, chiesero ad Arnór quale fosse il suo più grande sogno, lui rispose: “Giocare in nazionale insieme ad Eiður”.

Il ragazzino non era uno qualunque infatti 9 anni dopo, precisamente il 24 aprile 1996, il desiderio si realizzò e i due scesero in campo durante un’amichevole tra Islanda e Estonia.

Purtroppo fu la sola volta in cui si trovarono in Nazionale insieme. Un grave infortunio infatti, impedì al giovane di poter rappresentare il suo paese per 2 anni. Al suo ritorno, ormai il padre aveva lasciato la selezione Islandese.

La fine della leggenda di Arnór fu l’inizio di quella di Eiður. Ha giocato per PSV, Monaco, Barcelona, Tottenham, Chelsea (volendo citare le squadre più blasonate in cui ha militato) collezionando un’incredibile serie di trofei.

Possiamo tranquillamente definire la carriera di Eiður,il sogno di ogni ragazzino Islandese che comincia a tirare calci ad un pallone.

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Significativo il suo peso in nazionale. Terzo in termini di presenze e miglior marcatore della storia, con ben 12 gol segnati in più del padre (che piazza quest’ultimo al 6° posto di questa speciale classifica).

Tra i tanti momenti forti della sua carriera, impossibile non citare l’esordio ad Euro 2016 all’età di 37 anni contro l’Ungheria. Ultimo atto di una carriera incredibile.

Con il ritiro di Eiður questa storia sembrava giunta al suo epilogo ma ovviamente non poteva essere così. Entrano in gioco tre nuovi personaggi, Sveinn Aron (20 anni, Spezia Calcio – Ex Islanda U19), Andri Lucas (16 anni, Real Madrid – Islanda U19) e Daníel Tristan (12 anni, Real Madrid). La speranza è di vedere almeno uno dei tre diventare un punto cardine della nazionale del futuro, la certezza è che non ringrazieremo mai abbastanza questa famiglia per il suo apporto alla causa del calcio Islandese.

  

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About Alessandro Musumeci

28 anni, con il sogno del giornalismo ed un'infinita passione per i Paesi Nordici, vivo in Francia dal 2015. Ho avuto l'immenso piacere di far parte di Mai dire Mondiali 2018 della Gialappa's Band e per questo devo ringraziare soprattutto chi segue da tempo la pagina facebook legata a questo sito. Collaboro inoltre con un'agenzia calcistica in qualità di scout. Si continua a lavorare come sempre, ci sono ancora centinaia di storie da raccontare !

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