L’epoca d’oro della Nazionale Norvegese

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Tra tutte le selezioni Nordiche, possiamo considerare la Nazionale Norvegese, quella che in rapporto al proprio potenziale, ha raccolto meno. Assoluta maestra dell’impresa sfiorata, ci ha regalato una generazione fantastica che è rimasta nel cuore degli appassionati. In fondo, non bisogna necessariamente vincere per essere amati.

Le prime e per molto tempo uniche soddisfazioni, arrivarono negli anni ’30 quando la Norvegia vinse la medaglia di bronzo alle Olimpiadi (1936) e partecipò ad un’edizione della Coppa del Mondo (1938), venendo eliminata dall’Italia.

La Nazionale Norvegese è poi praticamente scomparsa dai radar del Calcio Europeo da inizio anni ’40 fino agli inizi degli anni ’90. Nell’ultimo decennio del XX secolo, qualcosa iniziò a cambiare. Stava nascendo una generazione epocale, capace di competere con le più forti dell’intero panorama mondiale.

La prima ad accorgersene, praticamente 50 anni dopo l’ultimo exploit, fu (per un qualche segno del destino) l’Italia. Gli Azzurri avranno sempre una grande importanza in questo storico decennio.

Piccolo ripasso di storia. L’Italia di inizi anni ’90 arrivò in semifinale (1990) ed in finale (1994) ai Mondiali mentre l’Under 21 vinse tre titoli Europei consecutivi (1992-94 -96).

Tra il 4 ed il 5 giugno del 1991 accade l’impossibile. Tra Stavanger e Oslo, la Norvegia batte per ben due volte l’Italia. La Nazionale Under 21 Norvegese vince con l’incredibile risultato di 6-0, mentre il giorno dopo, la Nazionale maggiore vince per 2-1. Come al solito però, nessuna delle due compagini Norvegesi si qualificherà per gli Europei di categoria. Quello fu in ogni caso, il chiaro segnale che qualcosa stava per cambiare.

USA ’94

La maturità arriverà durante le qualificazioni per i Mondiali di USA ’94. Quel giusto mix di gioventù ed esperienza inizia a dare i suoi frutti. Sorteggiata in un girone di ferro con Olanda, Inghilterra e le sempre ostiche Polonia e Turchia (c’era anche San Marino), il cammino sarà trionfale. Contro Olanda e Inghilterra non perderà mai, e in entrambe le sfide casalinghe uscirà vincitrice. Il meritato primo posto, finirà quindi per estromettere gli Inglesi dalla competizione Mondiale, riportando finalmente la Norvegia in paradiso dopo ben 56 anni.

Arrivati negli States, ci si gioca un posto nella storia. Il girone, soprattutto a posteriori, è incredibilmente equilibrato. Le avversarie sono Italia, Messico e Irlanda. Il terzo posto può consentire il passaggio del turno. I nuovi eroi popolari si chiamano Mykland, Byørnebye, Berg, Mini Jakobsen, Rekdal, Johnsen, Strand, Håland ma ci sono anche veterani come Thorstvedt, Jostein Flo e Capitan Bratseth.

Le partite saranno soffertissime. Il caldo asfissiante.

Si parte contro il Messico al Robert F. Kennedy Memorial Stadium di Washington DC. Il migliore delle qualificazioni, Kjetil Rekdal, siede in panchina. La Norvegia ha diverse occasioni ma il match resta bloccato.

Al 78′ “Drillo” Olsen decide che è arrivato il momento di buttare nella mischia Rekdal. Kjetil, nome fortemente legato alla tradizione Norrena, è uno di quelli che non si arrende mai. Nelle qualificazioni è stato il miglior marcatore della squadra nonostante non sia un centravanti. Rekdal in Nazionale si trasforma. A 5 minuti dalla fine, intuisce, corre ed insacca. La Norvegia trova la prima vittoria della sua storia in una fase finale della Coppa del Mondo.

La sfida successiva si gioca al Giants Stadium in New Jersey, contro l’Italia. Praticamente 75.000 spettatori, atmosfera pazzesca.

Alla vigilia, l’uomo designato come più pericoloso era sicuramente Roberto Baggio, quest’incontro però sarà davvero unico nel suo genere. Italia in dieci uomini dopo venti minuti, Roberto Baggio viene sostituito poco dopo e addirittura il Capitano Franco Baresi lascia il campo per infortunio. Tutto sembrava ideale per strappare almeno un punto ed ipotecare la qualificazione, ma la Nazionale Norvegese non aveva fatto i conti con l’altro Baggio, Dino.

La sconfitta di misura, soprattutto maturata in quelle condizioni, fa male ma non pregiudica il cammino. Basta vincere contro l’Irlanda per ottenere la qualificazione.

In quell’edizione del Mondiale, nelle aree più colpite dal caldo, le partite spettacolari furono davvero poche. L’impressione è che quel pallone pesasse davvero più del solito.

Nonostante i tentativi Norvegesi, la Coppa del Mondo della selezione Scandinava, finirà li, su uno 0-0 contro gli Irlandesi. Quello che però risulterà incredibile, sarà la situazione di classifica. Tutte a pari punti, stessa differenza reti, con la discriminante decisiva che finirà per essere il numero di gol fatti.

Ancora una volta un’occasione sprecata. L’appuntamento con gli Ottavi di Finale, è rimandato.

Euro ’96

Tra un Mondiale e l’altro, c’era di mezzo Euro ’96. La Norvegia era ormai forte e capace (sulla carta) di qualficarsi alla fase finale.

Dopo un ottimo percorso, arriva a due partite dalla fine delle qualificazioni, come prima del girone, con il proprio destino tra le mani. Le avversarie sono Olanda e Repubblica Ceca, le stesse che cercano di “rubarle” la qualificazione. Basterebbe batterne solo una (a posteriori sapremo che sarebbe bastato anche un solo pareggio) in una delle due sfide. La realtà è che arriveranno due sconfitte, e come al solito la Norvegia si limiterà  a sfiorare un grande traguardo.

Francia ’98

La delusione per non aver raggiunto la fase finale di Euro ’96 è tanta, ma lo è altrettanto la consapevolezza di avere finalmente una grande Nazionale. Rispetto al gruppo che che aveva ben figurato ad USA ’94, troviamo qualche nome nuovo, talenti che porteranno in alto l’onore della Norvegia attraverso tutta Europa, negli anni a venire. Cito due ragazzi su tutti, Ole Gunnar Solskjær e Tore André Flo.

Le qualificazioni vanno bene, anzi benissimo. Il girone è abbordabile e l’Ungheria, arrivata seconda, è staccata di ben 8 punti.

Il sorteggio è benevolo anche ai gironi della fase finale. Brasile, Scozia e Marocco.

Ad eccezione di quello contro la Seleçao, gli altri due incontri sembrano ampiamente alla portata. Ecco, questo è il discorso che farei, se la Norvegia fosse una Nazionale come le altre.

La prima sfida è contro il Marocco. Primo tempo dominato dai maghrebini che vanno in vantaggio con il gol di Hadji.

Fino a quando si ostina a schierare la squadra a zona, è chiaro che si perde. Va’ che il Marocco è forte fisicamente, non puoi mettere la difesa alta, quelli ti infilano in contropiede, dai!! (Cit. Giacomo Poretti)

Poco dopo però, l’autogol tragicomico di Chippo riporta le due squadre in parità. La Norvegia non riesce a condurre il gioco e si ritrova ancora sotto al 60° minuto. Fortunatamente Eggen riesce a pareggiare un minuto dopo e fissare il risultato sul definitivo 2-2. Seppur deludente, è un risultato accettabile vista la scarsa qualità della prestazione.

Sei giorni dopo, al Parc Lescure di Bordeaux va in scena la sfida contro la Scozia. É chiaramente da dentro o fuori per i Norvegesi. Nell’ultimo incontro c’è il Brasile “Campione del Mondo” del fenomeno Ronaldo. I tre punti, contro gli Scozzesi sono obbligatori. Eppure la vittoria non arriva. Nonostante il gol del vantaggio di Håvard Flo (cugino di Jostein e Tore André anch’essi presenti al Mondiale), il gol dello Scozzese Burley, fisserà il risultato sull’1-1.

Il peggior scenario possibile è adesso realtà. Per accedere agli Ottavi di Finale bisognerà battere il Brasile. Un dato rincuora gli amanti delle statistiche. La Norvegia non ha mai perso contro il Brasile (statistica ancora valida). L’amichevole vinta con il risultato di 4-2 l’anno prima, con doppietta di Tore André Flo (diventato da quel momento Flonaldo), regala una minima speranza. Qui però, la posta in gioco è ben diversa.

Olsen ha studiato bene la partita. La Norvegia cambia gioco, si affida alla profondità che solo “Flonaldo” è capace di creare e agli inserimenti dei suoi centrocampisti. Nonostante gli sforzi, la partita non è esaltante e a 12 minuti dalla fine la sblocca il brasiliano Bebeto. Mancano circa 7 minuti più recupero e alla Norvegia servono due gol contro il grande Brasile per qualificarsi. Per la prima volta, la Nazionale Norvegese si strappa di dosso quella fastidiosa etichetta di eterna incompiuta e regala al mondo i cinque minuti più alti delle sua intera storia.

Avete appena assistito ad una delle più grandi pagine della storia sportiva di un intero Paese. La rete pazzesca di Flo, la corsa sfrenata dopo il gol del vichingo Kjetil (unico Norvegese a segnare in due edizioni del Mondiale), sono immagini, momenti, che un vero appassionato non dimenticherà mai.

La Norvegia conquista così per la prima volta gli Ottavi di Finale del Mondiale. Avversaria? L’Italia, come al solito!

La partita sarà una lunga sofferenza per entrambe le squadre. La sblocca un incontenibile Vieri che sfrutta un corridoio lasciato libero dalla difesa Norvegese. L’Italia poi si limiterà a controllare, cercando senza fortuna il raddoppio. Le speranze della Norvegia invece, si spegneranno sull’incornata di Flo, disinnescata da una fantastica parata di Pagliuca.

Essendo un classe ’92, mi rivolgo ai miei coetanei o anche ai ragazzi più giovani. Questa è una partita che anche se per inevitabili ragioni anagrafiche, non abbiamo seguito in diretta, l’abbiamo sicuramente vissuta in un altro modo (video).

Si chiude così un Mondiale indimenticabile, che ha finalmente regalato alla Norvegia, quella favola che inseguiva da tutta una vita.

Euro 2000

Nel 1998 si chiudeva una grande esperienza ma non l’ultima di questo fantastico gruppo.

Un leggero ricambio nella rosa è normale. Arrivano in squadra John Arne Riise, Steffen Iversen, André Bergdølmo e John Carew. Nonostante quasi tutto il gruppo storico fosse a fine ciclo, non si aveva la percezione del fatto, che quello sarebbe stato l’ultimo grande appuntamento della Nazionale, fino ai giorni nostri.

Le qualificazioni furono un’autentica passeggiata. Nonostante una sconfitta ed un pareggio nelle prime tre partite, arrivarono poi ben sette vittorie consecutive, mettendo così a referto un primo posto a +8 sulla Slovenia seconda. Sloveni, diretti avversari, oltretutto battuti sia in casa che fuori, addirittura per 4-0 in un’occasione.

Si parte verso l’Europeo di Belgio e Olanda (il primo Europeo della storia della Nazionale) consapevoli dei propri mezzi. Il girone è ostico ma non impossibile. Spagna, Jugoslavia e ancora la Slovenia.

A Rotterdam va in scena Spagna-Norvegia. La sfida più dura del girone sarà quindi la prima. Questa Norvegia non ha paura delle Furie Rosse del giovane Raul, in realtà, questa Norvegia non ha paura di nessuno. Negli anni questo gruppo ha dimostrato di non soffrire praticamente nessuno, di essere davvero compatto e difficile da affrontare. La sfida sarà combattutissima, come al solito.

Il colpo di testa di Iversen è un pò la metafora di questa Nazionale, cuore, coraggio e quel pizzico di follia che gli permette di fare cose mai viste prima in patria. La Spagna è battuta. Al tempo stesso Jugoslavia e Slovenia impattano sul 3-3. Numeri alla mano, una vittoria in una delle prossime due sfide, potrebbe voler dire qualificazione. Ma ormai lo sapete, la Norvegia è capace di tutto, sia nel bene che nel male.

La seconda sfida è contro la Jugoslavia di Boskov. Sfida difficile ma non impossibile.

Gli Slavi passano subito in vantaggio con Milosevic. Il resto della partita saranno solo tante botte, tante proteste e una rete sfiorata nel finale da Carew, che avrebbe cambiato le intere sorti del torneo. La Norvegia esce sconfitta ma non per questo si avvicina l’eliminazione.

Nell’ultima sfida c’è infatti la Slovenia. Praticamente già eliminata dall’Europeo, se ricordate, nelle qualificazioni non aveva causato nessun tipo di problema ai Norvegesi. La Nazionale Scandinava però riesce nell’impresa di rovinare tutto. Il gruppo allenato da Semb (subentrato alla fine di Francia ’98 al dimissionario Olsen), riprende la nomea (abbandonata due anni prima) di eterna incompiuta, con una partita inaccettabile, chiudendo contro gli Sloveni sullo 0-0. Dall’altra parte, al 90° minuto, la Jugoslavia sta battendo la Spagna, eliminandola dal torneo e qualificando di conseguenza la Norvegia. Accade però qualcosa di impensabile. La Spagna realizza ben due reti nei minuti di recupero e si qualifica. La Norvegia, a pari punti con la Jugoslavia, è fuori.

Finisce così il primo Europeo della storia della Nazionale Norvegese. Finisce con una sensazione di déjà-vu (USA ’94) che fa davvero male soprattutto conoscendo cosa riserverà il futuro. Quel gruppo fece grandissime cose, iniziò a scrivere un libro che fino a quel momento era composto solo da pagine bianche. Resta però inevitabile il rammarico per delle situazioni assolutamente evitabili e che magari avrebbero potuto portare questi ragazzi, nella leggenda non solo del Calcio Nordico ma anche di quello Europeo.

Dal 2002 ai giorni nostri

Gli anni successivi, furono lo specchio di tutti gli aspetti negativi visti con quella gloriosa generazione. Quella sorta di “ansia da prestazione”, da associare più a limiti caratteriali che tecnici.

  • Qualificazioni Mondiale 2002 – 4° posto nel girone dietro la Bielorussia
  • Qualificazioni Euro 2004 – 2° posto nel girone ad un punto dalla Danimarca (eliminati nettamente ai playoff dalla Spagna)
  • Qualificazioni Mondiale 2006 – 2° posto nel girone dietro l’Italia (eliminati agli spareggi dalla Repubblica Ceca)
  • Qualificazioni Euro 2008 – 3° posto ad un punto dalla Turchia (il 2° posto qualificava, penultima giornata Norvegia 1-2 Turchia)
  • Qualificazioni Mondiale 2010 – 2° posto dietro l’Olanda (non accede agli spareggi in quanto “peggiore seconda” delle Qualificazioni)
  • Qualificazioni Euro 2012 – 3° posto dietro al Portogallo (entrambe a pari punti ma il Portogallo passa per la migliore differenza reti)
  • Qualficazioni Mondiale 2014 – 4° posto dietro la Slovenia
  • Qualificazioni Euro 2016 – 3° posto ad un punto dalla Croazia (eliminata agli spareggi dall’Ungheria)
  • Qualificazioni Mondiale 2018 – 4° posto dietro la Repubblica Ceca

E oggi?

La Norvegia ha ritrovato entusiasmo ed una generazione di ventenni potenzialmente molto talentuosa.

Ajer, Berge, Ødegaard e Håland formano la giovane spina dorsale di una Nazionale che vuole tornare a sognare. L’occasione è già pronta per questi ragazzi. La Nazionale Norvegese è infatti qualificata per gli spareggi che permetteranno di accedere ad Euro 2021.

Erling Braut Håland – Martin Ødegaard – Sander Berge – Kristoffer Ajer

Riusciranno questi giovani a compiere quello che negli ultimi 20 anni le altre generazioni hanno solo sfiorato? Ai posteri l’ardua sentenza.

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About Alessandro Musumeci

28 anni, con il sogno del giornalismo ed un'infinita passione per i Paesi Nordici, vivo in Francia dal 2015. Ho avuto l'immenso piacere di far parte di Mai dire Mondiali 2018 della Gialappa's Band e per questo devo ringraziare soprattutto chi segue da tempo la pagina facebook legata a questo sito. Collaboro inoltre con un'agenzia calcistica in qualità di scout. Si continua a lavorare come sempre, ci sono ancora centinaia di storie da raccontare !

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