Perché Birkir Bjarnason è al centro di tutto?

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Birkir Bjarnason nelle prossime ore sarà ufficialmente un giocatore del Brescia! Fantastica notizia per tutti i fans Italiani dell’Islandese.

Le domande da porsi però sono: Perché Bjarnason é cosi popolare? E soprattutto nel vostro caso, cosa ha fatto per giustificare il nome della pagina “Bjarnason figlio di Odino” se in realtà non é una Fan page?

Perché Bjarnason è cosí popolare?

La grande qualità del personaggio Bjarnason, è che in realtà, è tutto tranne che un personaggio. Timido, riservato, intelligente, ha sempre dato l’impressione di voler vivere serenamente la propria carriera e tutto ciò che ne consegue in termini di visibilità. Nei primi anni della sua carriera, trascorsi tra Islanda, Norvegia e Belgio, nulla lasciava presagire quello che sarebbe successo dopo.

L’arrivo in Italia, in un luogo cosí caloroso e dalla popolazione molto ironica come Pescara, cambierà tutto. Birkir, grazie alla fluente chioma, diventa subito “Camill bell capill” e da quel momento, nulla sarà più lo stesso. Bjarnason però non è solo un personaggio, in campo fa la differenza come pochi. Autentico trascinatore, fa di corsa, forza e determinazione le sue armi migliori e porta il Pescara fino alla finale playoff per la promozione in Serie A. Qui capita qualcosa, che non so quale altro giocatore abbia mai provocato nella storia. L’Abruzzo dichiara guerra all’Islanda. Guerra virtuale ovviamente, dovuta al fatto che la Nazionale Islandese, convoca Bjarnason per un incontro valido per le Qualificazioni ad Euro 2016, lasciando il Pescara orfano del suo giocatore simbolo, proprio nel momento più importante.

Il Pescara quel playoff lo perse, scatenando l’ira dei tifosi che fecero prontamente partire uno shitstorm di proporzioni epocali contro le pagine social della Nazionale Islandese. Celebre l’hashtag #freebirkir , che personalmente colloco nella top 3 delle situazioni più divertenti viste su internet.

Tra i messaggi indimenticabili ripescati dal web troviamo:

‘Pe’forz ca sta n’cazzat, a Pescara magn bon mentr a ess magn sol li polaretti’. Riferito al fatto che in Nazionale avesse sempre il volto teso.

“Vi rubiamo tutte le pecore e ci facciamo gli arrosticini se non ci ridate Birkir”.

“Ma ancor nn v’ambaret a scriv?” Riferito al fatto che nella lingua Islandese si usano spesso caratteri diversi da quelli italiani e piuttosto complicati.

Nei commenti di questo post, potete vedere tanti, tantissimi commenti. Ma per carità, non ricominciate!

La Nazionale Islandese rispose addirittura in Pescarese dopo la vittoria contro la Repubblica Ceca. Un modo simpatico per stemperare la tensione. La situazione però non si normalizzava, questo continuo invio di messaggi non cessava, al punto da costringere la Federazione a bloccare l’accesso alla pagina dall’Italia per circa 1 anno.

Intanto il suo look, sommato alla sua provenienza, portava sempre di più la gente ad identificarlo come Thor. Thor come sapete, Dio Norreno, figlio del Dio Odino. Birkir all’epoca, giovane, capelli lunghi, biondo, forte fisicamente assomigliava tantissimo alla rappresentazione Marvel della Divinità. In realtà nella mitologia, viene descritto con i capelli rossi, ma nell’immaginario collettivo, rientrava pienamente nei parametri.

Insomma, un ragazzo che per puro caso, si trova sempre al centro di svariate situazioni, senza aver mai neanche tentato di finirci dentro.

Cosa ha fatto per giustificare il nome della pagina “Bjarnason figlio di Odino”?

Quello che mi ha spinto a rendere ancora più personaggio, un ragazzo che in fondo, non fa nulla per esserlo, é proprio il fatto che lo considero un esempio. Amatissimo da ogni tifoseria di cui ha difeso i colori, grandissimo professionista, mai una polemica sterile o situazioni di inutile protagonismo, cultura del lavoro impeccabile, leale con i compagni, in campo grintoso e cattivo, fuori dal campo posato e riservato. Corrisponde esattamente al tipo di calciatori e uomini che stimo più profondamente. Poi certo, il rischio di cadere nella caricatura diventa grande con una pagina del genere ma é stato ed é ancora un modo per renderlo accessibile a tutti, per incuriosire anche chi magari non lo conosce. Birkir Bjarnason é il Calcio, come tanti altri atleti che godono di poca visibilità ma che in realtà sono il motore di questo sport.

Non avrà i colpi di Messi o la potenza di Ronaldo ma é uno di quei giocatori che lascia inevitabilmente il segno nelle persone e credo che questo valga più di qualsiasi altra cosa. Tecnicamente e tatticamente é un giocatore preziosissimo. Capace di sacrificarsi praticamente in qualsiasi posizione del centrocampo, ha ottime doti di inserimento ed un gran tiro. Qualità che fanno di Bjarnason, al di là del fenomeno mediatico, un giocatore importante per le ambizioni del Brescia.

In Nazionale é un punto di riferimento assoluto. Titolare inamovibile  e non necessariamente per assenza di valide alternative. Ogni CT ha dato l’impressione di fidarsi ciecamente di Bjarnason, mettendolo nell’11 anche in quei periodi in cui magari giocava poco o non rendeva molto con il club. Per attitudine, per intensità anche per la sua intelligenza tattica, che è alla base di diversi automatismi della Nazionale, Bjarnason é fondamentale.

Non entro nel dettaglio ma parliamo di un calciatore che ha disputato fasi finali di Mondiali, Europei, Champions League ed Europa League, che ha vinto trofei, che sta imparando a gestirsi, perché seppur molto dinamico le 31 primavere iniziano a farsi sentire. Parliamo di un giocatore che ha sviluppato un’esperienza tale da poter aiutare i giovani a crescere e che gli consente, di entrare in uno spogliatoio e fare fronte comune con i più esperti già da protagonista, verso un obiettivo, come nel caso del Brescia che é la salvezza. Insomma, andando oltre la goliardia associata alla denominazione “Figlio di Odino”, se dovessi scegliere un calciatore da portare in un’ipotetica lotta su un campo da Calcio, per grinta e lealtà, sceglierei sempre Birkir Bjarnason.

 

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About Alessandro Musumeci

28 anni, con il sogno del giornalismo ed un'infinita passione per i Paesi Nordici, vivo in Francia dal 2015. Ho avuto l'immenso piacere di far parte di Mai dire Mondiali 2018 della Gialappa's Band e per questo devo ringraziare soprattutto chi segue da tempo la pagina facebook legata a questo sito. Collaboro inoltre con un'agenzia calcistica in qualità di scout. Si continua a lavorare come sempre, ci sono ancora centinaia di storie da raccontare !

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