Quel maledetto Forest: quando il Malmö sfiorò la gloria eterna

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La 24° edizione della “Coppa dei Campioni” fece entrare di diritto nella leggenda Brian Howard Clough, allenatore Inglese del Nottingham Forest. La storia ricorda sempre i vincitori ma il mio scopo in questo caso è quello di rendere omaggio ai vinti. Rendere omaggio a quel Malmö capace di arrivare in finale ma costretto ad arrendersi proprio ad un passo dalla gloria.

La rivoluzione calcistica svedese

Anche sulla panchina Svedese sedeva un allenatore Inglese, quel Bob Houghton capace insieme a Roy Hodgson di rivoluzionare il Calcio Svedese. La prima parte della rivoluzione di Houghton fu il passaggio alla difesa a zona, qualcosa che in Svezia non si era ancora mai visto. Proseguì con l’eliminazione del libero e il passaggio al 4-4-2. Lo stile di gioco a quei tempi rivoluzionario, visto adesso è molto semplice. Squadra compatta, pressing costante, difesa alta per far scattare la trappola del fuorigioco e contropiede affidato soprattutto ai rapidi esterni. Quel gioco non entusiasmerà mai davvero gli svedesi (nonostante il grande numero di adepti, uno su tutti Lars Lagerbäck) che lo definiranno usando un eufemismo “noioso”. Nonostante le critiche, questo stile si rivelò davvero efficace. Tra il 1974 e il 1980, i due tecnici inglesi saranno gli assoluti protagonisti della scena calcistica Svedese, vincendo svariati trofei.

“English Bob” Houghton

La strada verso Monaco di Baviera

Se in Allsvenskan la stagione non sarà esaltante, in Europa assisteremo alla più grande impresa fino ad oggi realizzata da un club Nordico nella maggiore competizione continentale. L’andamento delle sfide fu quasi sempre lo stesso, 0-0 all’andata e vittoria di misura al ritorno. La grandissima forza di questa squadra, come si evince dall’analisi fatta sui cambiamenti tattici apportati dal coach Inglese, era il sistema difensivo. Caddero vittima della trappola di Houghton, il Monaco (1-0 complessivo) , la Dinamo Kiev (2-0 complessivo) e in semifinale l’Austria Vienna (1-0 complessivo) con la sola eccezione del Wisla Cracovia, capace di far paura agli Svedesi vincendo l’andata per 2-1 prima di farsi travolgere al ritorno per 4-1 grazie alla tripletta di Anders “Puskas” Ljungberg. Una delle particolarità di questa squadra era il fatto di essere composta da soli giocatori Svedesi provenienti al massimo da 60 km di distanza dalla città di Malmö, un ulteriore indizio su quanto fosse forte l’identità e la compattezza di questo gruppo.

Anders ”Puskas” Ljungberg, Tore Cervin, “Bosse” Larsson, Thomas Sjöberg e Roy Andersson

Appuntamento con la storia

Olympiastadion di Monaco di Baviera, 68000 spettatori. La sfida è contro l’incredibile e favoritissimo Nottingham Forest di Brian Clough, capace nel giro di un paio di anni di passare dalla Second Division ad essere rispettati e temuti in Europa. Prima di lanciarmi nella cronaca dell’incontro, c’è da segnalare una defezione rilevante tra le fila Svedesi, infatti non sarà della partita, il forte Bo Larsson. Larsson perno della nazionale Blågult e primo giocatore capace di vincere per due volte il Guldbollen (Pallone d’oro svedese). L’intenzione del Malmö come al solito è chiara, contenere il Forest per poi colpirlo in contropiede. La partita sarà tutto tranne  che spettacolare. In un primo momento, i Di blåe, riusciranno ad arginare gli Inglesi, (superiori tecnicamente e dal gioco nettamente più propositivo) ma al tempo stesso, gli Scandinavi non troveranno mai varchi per contrattaccare. L’incontro sarà deciso da un episodio, come spesso accade in questo fantastico ma crudele sport. Ljungberg perde una palla velenosissima a centrocampo, facendo partire così l’offensiva del Forest. Robertson scatta sulla fascia sinistra, con una finta elimina due avversari e fa partire un cross perfetto. Francis non deve far altro che spingerla dentro di testa in tuffo. Jan Möller come raramente accade, è battuto.

Il gol decisivo di Trevor Francis

Restano ancora 45 minuti da giocare, ma gli Himmelsblått non si renderanno mai davvero pericolosi. La gestione del match da parte degli uomini di Clough sarà praticamente perfetta. Il sogno Europeo del Malmö, del Calcio Svedese, ma più in generale del Calcio Nordico si spegne su quell’incornata di Francis, su quel maledetto Forest.

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About Alessandro Musumeci

28 anni, con il sogno del giornalismo ed un'infinita passione per i Paesi Nordici, vivo in Francia dal 2015. Ho avuto l'immenso piacere di far parte di Mai dire Mondiali 2018 della Gialappa's Band e per questo devo ringraziare soprattutto chi segue da tempo la pagina facebook legata a questo sito. Collaboro inoltre con un'agenzia calcistica in qualità di scout. Si continua a lavorare come sempre, ci sono ancora centinaia di storie da raccontare !

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