La grande storia europea dell’IFK Göteborg

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L’IFK Göteborg è l’unico club dell’intero panorama nordico ad aver vinto per almeno una volta una competizione europea maggiore. Partiamo da qui.

Sono passati praticamente 40 anni dal primo successo e difficilmente qualcuno riuscirà a replicare l’impresa in futuro. È quindi evidente che questo giustifichi quella sorta di aura leggendaria che si avverte attorno a questo club. Le avventure europee che ho scelto di raccontare sono cinque, tutte a cavallo tra anni ’80 e ’90.

Storie di grandi successi e feroci disillusioni.

Coppa Uefa 1981/82

Vi parlerò di storiche notti di Coppe dei Campioni ma è la Coppa Uefa la competizione che ha reso l’IFK Göteborg leggendario.

Negli anni ’80 si vide un grande Göteborg in Europa e anche se potrà sembrare sorprendente, in  quel decennio vinse solo per 4 volte il campionato svedese.

Allenata dall’ex Roma, Fiorentina, Sampdoria e Lazio, Sven-Göran Eriksson, quella che prese parte alla Coppa Uefa 1981/82, era una grande squadra.

Sven-Göran Eriksson

Thomas Wernerson tra i pali. Difesa formata da Ruben Svensson, Glenn Hysén (nipote di Erik, figlio di Kurt e padre di Tobias, tutti con un passato nel club), Conny Karlsson e Stig Fredriksson. Centrocampo composto da Tord Holmgren, Jerry Carlsson (fratello di Conny) e dalla leggenda dell’Atalanta Glenn Strömberg. Attacco di altissimo livello con Tommy Holmgren (fratello di Tord), bomber Torbjörn Nilsson e l’ex Como Dan Corneliusson. Se pensate di aver trovato un errore nel mio modo di scrivere Karlsson e Carlsson, la verità è che a sbagliare furono proprio gli impiegati dell’anagrafe!

Al primo turno gli svedesi si sono sbarazzati agevolmente dei finlandesi del FC Haka con un risultato totale di 7-2. Il secondo turno contro lo Sturm Graz invece, è stato molto più complicato. A salire in cattedra è Torbjörn Nilsson che con una doppietta all’andata ed un gol al ritorno, ha fortemente contribuito al complessivo di 5-4 che permette all’IFK di avanzare. Al terzo turno sempre l’inarrestabile Nilsson segna 3 dei 4 gol che eliminano i rumeni della Dinamo Bucarest.

Torbjörn Nilsson

Arrivati ai Quarti di finale, l’avversario è il Valencia. La squadra è giovane e il gioco di Eriksson molto dispensioso dal punto di vista delle energie ma questo non è un problema. Il problema come spesso accade a queste latitudini, è economico ed il club chiederà ai propri tifosi i soldi per poter pagare la trasferta. Una volta ottenuta la cifra, si parte.

La sfida d’andata del Mestalla dice tutto nei primi 18 minuti. Doppietta del danese Frank Arnesen per gli spagnoli e reti di Svensson e Nilsson per gli svedesi. La qualificazione resta assolutamente in bilico in attesa del ritorno.

All’Ullevi ci saranno più di 50.000 spettatori. Il fischietto è italiano e dopo il vantaggio di Tommy Holmgren, Luigi Agnolin assegna un rigore che Fredriksson non sbaglia. Si aprono dunque le porte delle semifinali!

In questa occasione, parte dell’incasso della sfida di ritorno venne utilizzata per rimborsare i soldi prestati dall’associazione dei tifosi, che aveva consentito alla squadra di volare a Valencia.

In semifinale contro il Kaiserslautern sarà durissima. Il giovane Corneliusson permette ai suoi di chiudere sull’1-1 l’andata giocata al Fritz-Walter-Stadion. Al ritorno cambia poco, alla fine dei tempi regolamentari anche all’Ullevi il risultato è di 1-1. A regalare la storica finale sarà un rigore, ancora una volta realizzato con grande freddezza da Fredriksson.

La finale contro il fortissimo Amburgo, a sorpresa, sarà una pura formalità. Parlo di sorpresa perché quell’Amburgo poteva tranquillamente essere considerata una delle squadre più competitive d’Europa mentre il Göteborg, oltre ad essere una squadra semi-professionista, veniva da anni complicati se pensiamo al recente passato fatto di divisioni inferiori e problemi economici. I tifosi tedeschi erano talmente sicuri dell’esito positivo della sfida che sfoggiavano già magliette celebrative. Tutto materiale utilizzato da Eriksson per motivare i suoi.

A quei tempi la finale si giocava con sfide andata e ritorno. Che sia casa o fuori casa, i tedeschi non riusciranno mai a segnare. 1-0 in Svezia e 0-3 in Germania, due vittorie che rendono l’IFK Göteborg immortale!

I gol di Tord Holmgren, Dan Corneliusson, Torbjörn Nilsson e Stig Fredriksson consacrano campione l’IFK Göteborg e lo rendono ufficialmente, il primo ed unico club capace di vincere una delle tre principali competizioni europee nell’intera storia calcistica del Nord Europa!

Su questo titolo c’è la firma dei giocatori, dei dirigenti e del 34enne tecnico Eriksson ma ci tengo ad evidenziare una volta di più il grande apporto di Torbjörn Nilsson che terminerà la rassegna al primo posto della classifica marcatori con 9 gol. A rendere questo dato ancor più degno di nota è il fatto che il secondo in classifica è Stig Fredriksson (pari merito con altri sette giocatori) a quota 5. Semplicemente devastante.

Quel 1982 per il Göteborg fu un anno incredibile anche perché arrivarono le vittorie in Coppa Nazionale e in Allsvenskan. Un triplete indimenticabile, che salvò definitivamente il club dal baratro.

Coppa dei Campioni 1985/86

Credo di poter affermare senza troppi problemi che quanto successo in questa edizione della Coppa dei Campioni, sia la più grande delusione della storia dell’IFK Göteborg. 

Trascinati ancora dall’implacabile Torbjörn Nilsson (che sarà eletto Capocannoniere anche in questa occasione), l’IFK elimina facilmente ai primi turni i bulgari del Botev Plovdiv e i turchi del Fenerbahçe.

Molto più problematica l’eliminazione ai Quarti di finale dell’Aberdeen di (Sir) Alex Ferguson, arrivata grazie ad un gol all’89° minuto dell’ex Empoli e Reggiana Johnny Ekström. Con un risultato complessivo di 2-2, gli scozzesi devono abbandonare la competizione a causa dei gol subiti in trasferta.

Arriviamo quindi alle dolenti note. In Semifinale ad aspettare il Göteborg, c’è il Barcellona. I catalani hanno appena eliminato la Juventus di Platini e sono assolutamente temibili.

L’andata delle Semifinali è un’autentica lezione di Calcio. L’incontenibile Nilsson mette a segno una doppietta, poi impreziosita dal gol del definitivo 3-0 di Tommy Holmgren. Il Göteborg quella sera era talmente superiore che anni dopo lo stesso Nilsson dirà che avrebbe potuto farne anche di più ma che quasi non lo ritenesse necessario data la differenza di valori in campo.

È fatta quindi? Assolutamente no.

Al ritorno, tutto quello che poteva andare storto, è andato storto.

16 Aprile 1986. Davanti ai 120.000 del Camp Nou, arbitra l’italiano Paolo Casarin. Basta un nome per far tornare gli incubi ai tifosi blåvitt, Angel Alonso Herrera detto “Pichi“. Lo spagnolo non si ferma mai, ne segna in serie uno, due, tre. Il passaggio in finale si gioca ai rigori.

I primi due vengono segnati da entrambe le squadre ma al terzo turno, lo spagnolo Francisco Carrasco sbaglia! Si continua e arriviamo all’ultimo rigore per l’IFK. Se Roland Nilsson segna, gli svedesi vanno in finale.

Viste le premesse, ha chiaramente sbagliato.

Il grandissimo protagonista diventa il portiere Urruticoechea. Para il rigore a Nilsson, segna il quinto per il Barcelona ed ipnotizza Mordt che tira oltre la traversa il primo rigore della serie ad oltranza. A quel punto il Göteborg è praticamente KO. Ci pensa Victor a chiudere la questione. Finisce qui.

Quella che doveva essere una serata gloriosa per il Göteborg, si trasforma in un autentico incubo. La Coppa alla fine la alzerà la Steaua Bucarest battendo proprio ai rigori il Barcellona.

La delusione è immensa, l’appuntamento con la storia era proprio ad un passo, però c’è da dire che questi ragazzi troveranno molto rapidamente un bel modo per consolarsi!

Coppa Uefa 1986/87

La delusione per quella notte al Camp Nou è ancora viva. Questa squadra vanta ancora tra le proprie fila qualche eroe della stagione 1981/82 e ne ha mantenuto la mentalità. È un gruppo vincente e farà di tutto per dimostrarlo ancora. La partenza di Torbjörn Nilsson, ormai a fine carriera e tornato nel club in cui aveva iniziato da giovanissimo (Jonsereds IF), è un duro colpo che viene però incassato bene dalla squadra. Nilsson è considerato da molti il più grande giocatore della storia del club.

Gli uomini allenati da Gunder Bengtsson, eliminano facilmente il Sigma Olomouc al primo turno. A prendere l’eredità di Nilsson è il finlandese Jari Rantanen che con i suoi gol permette di eliminare al secondo turno un ostico Stahl Brandenburg, club della Germania dell’Est. Il terzo turno è una pura formalità. Rantanen decide ancora con un gol la sfida in Belgio contro il Gent mentre al ritorno sarà un netto 4-0 a mandare gli svedesi ai Quarti di finale.

Jari Rantanen

Ad aspettarli ai Quarti di finale c’è una grande squadra, l’Inter di Giovanni Trapattoni. Gli italiani avrebbero poi vinto il campionato solo due anni dopo, in una Serie A che in quel periodo poteva vantare praticamente tutti i più grandi campioni dell’epoca. Quella però è la stagione 1986/87 ed il Göteborg non ha nessuna intenzione di farsi eliminare.

“Spillo” Altobelli e Glenn Hysén

La gara d’andata in Svezia finisce 0-0, pareggio che tutto sommato va bene non avendo subito gol. Al ritorno l’Inter dei vari Zenga, Bergomi e Altobelli passa in vantaggio grazie all’autogol di Fredriksson. All’IFK basta un gol per qualificarsi e arriva a circa 12 minuti dalla fine. La rete di Stefan Pettersson scrive una delle pagine più belle della storia del club.

La Semifinale contro gli austriaci dello Swarowski Tirol non ha neanche bisogno di essere commentata. Una prova di forza tale che basta scrivere i risultati per capirne lo svolgimento. 4-1 in Svezia, 0-1 in Austria.

In finale c’è il Dundee United. Gli scozzesi nei due turni precedenti hanno eliminato club importanti come Barcelona e Borussia Mönchengladbach. Sono incredibilmente motivati. È la loro prima (e sarà anche l’ultima) finale europea. La sfida si giocherà in due incontri.

Davanti ai 50.000 dell’Ullevi passa il Göteborg. Ancora un gol pesantissimo di Pettersson. Il Dundee combatte, ci prova ma l’IFK è forte e la ferita subita a Barcellona ha lasciato una grossa cicatrice. Al Tannadice Park di Dundee, sono ancora gli svedesi ad andare in vantaggio grazie al gol di Lennart Nilsson. Rete che ha davvero il sapore della vittoria. Il Dundee vuole riaprirla con  il pareggio di Clark ma non c’è niente da fare, l’IFK Göteborg vince la sua seconda Coppa Uefa!

Champions League 1992-93

Siamo nell’autunno del 1992, si è da poco concluso l’Europeo di Calcio ospitato dalla Svezia (e vinto dalla Danimarca) e da un paio di anni l’IFK Göteborg è tornato a dominare il campionato svedese. Della Nazionale capace di arrivare in semifinale nella rassegna europea sopracitata, i blåvitt possono vantare tra le proprie fila l’iconico portiere Thomas Ravelli, la futura bandiera del club Mikael Nilsson, Stefan Rehn e Johnny Ekström. Ci tengo a citare anche un altro calciatore che negli anni successivi a quell’Europeo riuscirà a ritagliarsi uno spazio importante nel gruppo della Nazionale, cioé Håkan Mild.

Thomas Ravelli

La squadra guidata da Roger Gustafsson, tecnico svedese nato e cresciuto proprio a Göteborg, è forte e lo dimostra sin da subito.

Al primo turno trova il Besiktas e la pratica viene archiviata grazie a due gol di Eskelinen ed uno di Ekström. Al secondo turno non c’è storia. Con un risultato complessivo di 4-0, gli svedesi eliminano nettamente i polacchi del Lech Poznan.

Rimaste adesso solo 8 squadre, si formano i due gironi che ci diranno quali saranno le due finaliste. Ovviamente per accedere alla prestigiosa finale, si deve arrivare al primo posto. Il sorteggio è crudele. Se dall’altra parte troviamo Marsiglia, Rangers, Club Brugge e CSKA Mosca, agli svedesi toccano PSV Eindhoven, Porto ma soprattutto il Milan degli olandesi.

Il girone inizia in maniera traumatica. Il 25 novembre 1992, a Milano sale in cattedra uno dei più grandi calciatori della storia. Dopo aver realizzato il gol dell’1-0 al 33′, Marco Van Basten mette a segno altri 3 gol nel giro di 9 minuti, rendendo la serata di Ravelli un autentico incubo. Impossibile prendersela con il cigno di Utrecht, un talento così puro e meraviglioso merita solo applausi.

Dopo il pesante schiaffo ricevuto a Milano, il Göteborg si rialza immediatamente. Prima Peter Eriksson con una rete all’87’ consente agli svedesi di battere il Porto per 1-0, poi trascinati da un grandissimo Ekström (autore di tre gol) e grazie all’indimenticabile gol di Mikael Nilsson, arrivano le vittorie per 1-3 e 3-0 sul PSV Eindhoven del brasiliano Romario.

Le speranze di qualificazione, ed è logico che sia così, passano dalla sfida di ritorno contro il Milan. Anche in questo caso però c’è poco da fare. La squadra di Capello è decisamente più forte e si aggiudica anche la sfida dell’Ullevi per 0-1 con il gol di Massaro.

La sconfitta dell’ultima giornata contro il Porto è del tutto ininfluente, l’IFK arriva secondo nel girone e sarà quindi il Milan a sfidare il Marsiglia in finale di Champions League.

Per concludere, c’è almeno una piccola soddisfazione per Johnny Ekström che nella classifica cannonieri, si piazza appena dietro giocatori del calibro di Romario (7), Van Basten, Sauzée e Boksic (6).

Champions League 1994/95

Nell’edizione 1994/95 i rimpianti per la vittoria finale sono probabilmente meno rispetto al passato ma il percorso merita grandissima attenzione.

Dopo un difficile preliminare contro lo Sparta Praga, risolto dai gol dell’ex Parma e Milan Jesper Blomqvist e da Stefan Rehn, l’IFK Göteborg accede alla fase a gironi.

Per accedere ai Quarti di finale bisogna arrivare tra le prime due ma il sorteggio è brutale. Barcelona, Manchester United e Galatasaray.

La prima giornata si vola a Manchester. La doppietta di Giggs ed i gol di Kanchelskis e Sharpe decretano la sconfitta dell’IFK. Nulla di davvero sorprendente se non fosse che pur non vincendo il trofeo, gli svedesi non perderanno più una singola partita fino al termine della competizione.

La sfida successiva è in casa contro il Barça di Stoichkov e Hagi. L’assurdo gol del vantaggio spagnolo fa subito pensare al peggio ma negli ultimi quindici minuti dell’incontro, le reti di Erlingmark e Blomqvist regalano ai tifosi svedesi una grandissima vittoria.

Magnus Erlingmark, padre di August (attuale Vice-Capitano del Göteborg), sarà il grande protagonista di questa Champions League. Nonostante una carriera passata tra il ruolo di Centrocampista difensivo e quello di Difensore centrale, saranno i suoi gol a fare la differenza.

Piccola curiosità, qual è il ruolo del figlio? Centrocampista difensivo, capace di giocare come Difensore centrale. Insomma, perfetto esempio del detto: “La mela non cade mai lontano dall’albero”.

Contro il Galatasaray arrivano due vittorie, entrambe per 1-0, entrambe con gol di Erlingmark. A questo punto c’è da giocare il ritorno contro il Manchester United. Una vittoria significherebbe qualificazione.

Magnus Erlingmark

La vittoria arriva ed è pure piuttosto netta. Al vantaggio di Blomqvist risponde Hughes ma incredibilmente, dopo un minuto arriva l’ennesimo gol di uno scatenato Erlingmark. Ci pensa poi il rigore di Kåmark a chiudere la contesa. Il pareggio all’ultima giornata ottenuto a Barcellona è l’ulteriore premio per un girone giocato da fenomeni.

Ai Quarti di finale arriva il Bayern Monaco. Milan, Ajax e PSG sembrano le squadre più temibili ma non bisogna mai fidarsi di una tedesca.

L’andata si gioca all’Olympiastadion di Monaco di Baviera e termina 0-0. Tutto si deciderà all’Ullevi di Göteborg.

In Svezia, dopo 20 minuti tutto sembra mettersi per il meglio. I bavaresi restano in 10 per l’espulsione del portiere Scheuer. Nonostante questo però, quello che sta per accadere distruggerà i sogni di gloria dell’IFK. Nel giro di 9 minuti, Zickler e Nerlinger portano il risultato su un pesantissimo 0-2. Il Göteborg non si arrende. Oltre ad essere in superiorità numerica, è una grande squadra. In questa competizione, per l’IFK, stavano mancando i gol degli attaccanti. Lilienberg e Martinsson cercano di rimediare portando il risultato sul 2-2. Queste due reti purtroppo arrivano troppo tardi. Il tempo è scaduto, il Göteborg viene eliminato.

 

Il dato forse più incredibile di questa edizione della Champions League, è il 3° posto nella classifica cannonieri di Magnus Erlingmark con 4 gol. Prima di lui figurano solo George Weah del PSG (7) e Jari Litmanen dell’Ajax (6). Per il finlandese è stata una Champions speciale, considerando che ha avuto il grande onore di sollevarla grazie al gol di Patrick Kluivert, realizzato in finale contro il Milan.

Ci sarebbero ancora una decina di partite storiche ma per il momento mi fermo qui. Anche se per mille ragioni il presente non ci offre più notti come queste, è bene conoscere la storia. È bene sapere che lassù, nel lontano nord, c’era una squadra in grado di far tremare i giganti, in grado di scrivere indelebili pagine della storia di questo sport.

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About Alessandro Musumeci

28 anni, con il sogno del giornalismo ed un'infinita passione per i Paesi Nordici, vivo in Francia dal 2015. Ho avuto l'immenso piacere di far parte di Mai dire Mondiali 2018 della Gialappa's Band e per questo devo ringraziare soprattutto chi segue da tempo la pagina facebook legata a questo sito. Collaboro inoltre con un'agenzia calcistica in qualità di scout. Si continua a lavorare come sempre, ci sono ancora centinaia di storie da raccontare !

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