Quella volta che la Lapponia vinse la Coppa del Mondo

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Poco importa da quanto seguite questo sport, il periodo del Mondiale di Calcio ha sempre un fascino speciale. Chi ha avuto la fortuna di vivere Spagna ’82 o Italia ’90 ne parla ancora con entusiasmo, chi ha vissuto l’estate 2006, sta ancora festeggiando al solo pensiero. Eppure quella organizzata dalla FIFA, non è l’unica Coppa del Mondo esistente.

NF-Board e CONIFA

C’è un mondo del Calcio parallelo a quello che conosciamo, che oggi è rappresentato dalla CONIFA (Confederation of Independent Football Associations) ed accoglie entità quasi-statali non completamente indipendenti o non riconosciute e minoranze etniche non affiliate alla FIFA.

Il Calcio Nordico ha un legame importante con questo mondo. Il quartier generale si trova in Svezia, il presidente è lo scandinavo Per-Anders Blind (figlio di un allevatore di renne di origini sami) e ad averne fatto parte nel presente e nel passato, sono selezioni come Lapponia, Groenlandia e Scania.

Il titolo dell’articolo vuol essere d’effetto ovviamente ma in qualche modo corrisponde alla realtà. Bisogna tornare indietro nel tempo, a quando la gestione di queste competizioni non spettava alla CONIFA ma al NF-Board (New Football Federations-Board).

Fondato nel 2003, dopo attente riflessioni, si decise che il 2006 fosse l’anno giusto per la prima Coppa del Mondo delle Nazionali non riconosciute. Ad ospitare la manifestazione doveva essere la Repubblica Turca di Cipro del Nord. Dopo la designazione però ci fu un cambio di governo e iniziarono gli scontri con il NF-Board. A quel punto si decise di organizzarla in Occitania. Vista la situazione, per ripicca, Cipro del Nord organizzò a sua volta un torneo nello stesso periodo, togliendo così partecipanti alla VIVA World Cup del NF-Board.

Reportage di Canal + sulla Viva World Cup 2012

Alla fine gli iscritti per il torneo in Occitania, oltre al Paese ospitante, furono Lapponia, Principato di Monaco e Camerun meridionale.

A Cipro del Nord per la ELF CUP, oltre ai padroni di casa, si presentarono Groenlandia, Kirghizistan, Zanzibar, Gagauzia, Tagikistan, Tibet e Tartari di Crimea.

Quel che interessa a noi si svolse in Occitania. Prima dell’inizio del torneo però ci furono ancora problemi per gli organizzatori, dato che il Camerun meridionale non riuscì a presentarsi a causa di problemi di visto per i suoi giocatori.

Il torneo, fu una prova di forza della Lapponia ai limiti dell’imbarazzante. Prima 7-0 contro l’Occitania, poi 14-0 contro Monaco.

Una volta finito il girone, le prime due si sfidarono in finale ed il 21-1 in favore della Lapponia contro Monaco, portò il popolo sami sul tetto del mondo. C’è da dire che quella squadra schierava giocatori del calibro di Tom Høgli, Steffen Nystrøm, Jonas Johansen, Trond Olsen e altri giocatori con carriere importanti in Norvegia.

L’edizione successiva fu organizzata nella Lapponia svedese, precisamente nella contea di Norbotten, dove ha sede l’attuale CONIFA. La competizione si chiamava ancora VIVA World Cup e ad aggiudicarsela fu la selezione della Padania (nazionale da non associare a nessun movimento politico ma che semplicemente rappresenta un territorio, un po’ come la selezione del Regno delle due Sicilie).

Adesso che ho dato un senso al titolo dell’articolo, piuttosto che raccontarvi delle altre edizioni di questa competizione, preferisco entrare più nello specifico del Calcio Sami e del Calcio Groenlandese.

Calcio Sami

La Nazionale della Lapponia rappresenta il popolo Sami. Quella che mi ostino a chiamare Lapponia anche in ambito calcistico, semplicemente per renderla più riconoscibile, in realtà sarebbe meglio definirla Sápmi (nome in lingua sami).

Il popolo sami non si trova sul territorio di una sola nazione ma si divide tra Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia. Per secoli questo popolo è sopravvissuto grazie all’allevamento di renne, alla pesca e alla caccia, vivendo in capanne o tende ma dopo la fine della seconda guerra mondiale, la situazione è cambiata. Fino a meno di un secolo fa, era un popolo nomade mentre adesso troviamo alcuni centri abitati come Kautokeino che è ufficiosamente considerata la capitale sami, con tanto di sindaco di origine sami e lingua inserita tra quelle ufficiali. Si, perché questo popolo ha una propria lingua, una propria religione (anche se ormai il Cristianesimo ha preso il sopravvento) ed il forte senso di appartenenza e rispetto delle tradizioni, ha impedito che ci fosse una reale fusione con le abitudini scandinave. La Norvegia in particolare ha provato più volte ad inglobare questa popolazione (non esattamente con metodi ortodossi) ma i sami hanno sempre resistito fino a trovare l’equilibrio di cui godono oggi.

Tornando al Calcio, la prima sfida internazionale la disputarono nel 1985, quando il progetto di una Coppa del Mondo non era neanche ipotizzabile. Davanti c’erano le Isole Åland. Arrivò una sconfitta ma il risultato contava poco. Seppur i giornali delle capitali scandinave non ne parlarono, il match fu commentato alla radio e diffuso in diretta nel territorio sami, provocando grande orgoglio nella popolazione.  Questa selezione può vantare anche una vittoria di prestigio sull’Estonia nel 1991!

Uno degli aspetti più affascinanti di questa squadra è che anche se i calciatori provengono da nazioni diverse, tutti lottano dietro la stessa bandiera.

Sapmi

La struttura dell’attuale CONIFA e allo stesso tempo i tornei che organizza, sono concepiti in maniera molto più completa e coinvolgente rispetto a quelli del NF-Board, federazione che ai tempi muoveva i primi passi in un mondo fino a quel momento inesplorato.

Attualmente la Nazionale sami si piazza al 19° posto del ranking CONIFA e parteciperà alla prossima edizione dell’Europeo, prevista per questo luglio nella contea di Nizza.

Questa selezione gode di grande stima nel movimento, anche perché è una di quelle presenti sin dall’inizio e tra vittorie ed eventi organizzati, ha inevitabilmente marcato la storia di questa bella realtà. Uno degli aspetti migliori di questa iniziativa è che oltre a concedere la possibilità di giocare a Calcio rappresentando il proprio popolo, è un’ottima occasione per diffondere i valori della cultura sami e metterne in mostra gli elementi che la rendono così speciale. Viene a formarsi uno scambio positivo tra culture spesso totalmente diverse, aspetto che non può che essere grande motivo di orgoglio per gli organizzatori.

Come detto in precedenza, questa selezione aveva dominato la prima edizione della VIVA World Cup, presentandosi con una squadra fortissima, composta giocatori di alto livello. Negli anni successivi la situazione è chiaramente cambiata, subendo un comprensibile ridimensionamento.

Per chi ha ormai sviluppato una forte simpatia nei confronti di questa selezione, l’appuntamento è chiaramente l’Europeo di Nizza, che come detto, si svolgerà a luglio!

Calcio Groenlandese

Rispetto alla Lapponia, la Groenlandia ha sicuramente più possibilità di essere riconosciuta ufficialmente. Se il desiderio sembra quello di voler raggiungere la UEFA, la soluzione più facilmente percorribile sarebbe la CONCACAF (Confederazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi).

La Groenlandia nonostante sia autonoma, dal punto di vista politico fa parte del Regno di Danimarca mentre geograficamente appartiene alla placca nordamericana. Questo consente di avere due possibilità per essere riconosciuta dalla FIFA. Ufficialmente la UEFA si oppone per la mancanza di strutture idonee e per il fatto che non sia riconosciuta come nazione indipendente, status che fa però pensare immediatamente (con le dovute proporzioni) alle Fær Øer che fanno anch’esse parte del Regno di Danimarca. Si parla di CONCACAF sia perché questa federazione accetta Nazionali con situazioni politiche come quella groenlandese ma anche perché la maggior parte delle trasferte sarebbero più semplici, considerando la più corta distanza di certe destinazioni e la scarsa disponibilità economica degli isolani. Insomma, il futuro calcistico di questa Nazionale si deciderà tra documenti, avvocati e uffici.

Considerato che non possiamo avere un reale impatto su queste vicende, concentriamoci sul passato e sul presente di questa selezione.

Nonostante su un totale di 55.000 abitanti circa il 10% giochi a Calcio, questa Nazionale non ha mai ottenuto risultati positivi. L’apice raggiunto è stata la finale degli Island Games persa contro Bermuda nel 2013 e alcuni incontri giocati contro Islanda e Fær Øer con risultati non esattamente esaltanti.

La Groenlandia partecipò anche alla ELF Cup organizzata da Cipro del Nord e ad una Coppa del Mondo parallela alla VIVA World Cup, organizzata dall’ormai scomparsa FIFI con il nome di FIFI Wild Cup. Questo Mondiale fu organizzato sempre nel 2006 ad Amburgo, precisamente nel quartiere di St.Pauli. A partecipare al torneo furono la Repubblica di St.Pauli, Cipro del Nord, Zanzibar, Groenlandia, Gibilterra e Tibet nonostante la netta opposizione della Cina. Per la Groenlandia fu il solito flop con 0 punti ottenuti nella fase a gironi.

Fino al 2009 tutti i campi da gioco del Paese erano in terra battuta. Il primo campo d’erba fu inaugurato a Qaqortoq. Nel 2016 fu introdotta l’erba sintetica anche al Nuuk Stadion, impianto della capitale utilizzato per le partite in casa della Nazionale.

Primo stadio in erba del Paese a Qaqortoq

Le strutture però, nonostante gli sforzi sono ancora inadeguate. Sono già nati diversi impianti indoor, stadi all’aperto e si sta cercando di rispettare i requisiti FIFA. L’impressione è che se Gibilterra ha ottenuto il permesso per partecipare alle competizioni ufficiali, anche la Groenlandia abbia qualche possibilità di riuscirci.

Esiste anche un campionato nazionale per club, chiamato per ragioni di sponsor Coca-Cola GM. Il torneo si struttura in tre fasi. Una prima fase locale, i vincitori poi accedono a quella regionale e le migliori squadre accedono alla terza fase che dura praticamente una settimana e decide il vincitore del campionato. Il club più titolato della storia dell’isola è il B-67, squadra della capitale Nuuk.

Nonostante la grande passione della popolazione e l’arrivo di personaggi importanti in panchina come il leggendario Sepp Piontek, la qualità del Calcio groenlandese resta di bassissimo livello. La Danimarca si sta impegnando (praticamente senza investire denaro ma con altri tipi di sostegno) per aiutare la Groenlandia a svilupparsi dal punto di vista calcistico e il fatto di iniziare lavorando sulle strutture, ricorda tanto una delle principali ragioni della rapida crescita in questi ultimi decenni di Islanda e Fær Øer. Il passo successivo sarà quello di formare allenatori e dare ordine a questa disorganizzata compagnia di appassionati. Un altro aspetto che penalizza fortemente questa Nazionale ed il fatto che possa essere riconosciuta, è il clima. L’inverno è molto rigido e l’unico momento per giocare a Calcio all’aperto, resta il periodo estivo.

Quella groenlandese è una società che ha bisogno dello sport. I dati relativi a suicidi, abuso di alcool e violenza su minori, sono altissimi. Ogni piccolo progresso fatto in questo senso, potrebbe formare nuove generazioni di ragazzi in grado di invertire questa amara tendenza.

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About Alessandro Musumeci

28 anni, con il sogno del giornalismo ed un'infinita passione per i Paesi Nordici, vivo in Francia dal 2015. Ho avuto l'immenso piacere di far parte di Mai dire Mondiali 2018 della Gialappa's Band e per questo devo ringraziare soprattutto chi segue da tempo la pagina facebook legata a questo sito. Collaboro inoltre con un'agenzia calcistica in qualità di scout. Si continua a lavorare come sempre, ci sono ancora centinaia di storie da raccontare !

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